span.fullpost {display:none;}

LE RADICI E LE ALI

..conservando la memoria delle lotte e delle resistenze contro le ingiustizie... alzandoci in volo per conquistare il cielo.....

mercoledì 11 novembre 2009

Scudo Fiscale: gia' in vendita la lista nera svizzera (MF)


MILANO -Gia' partita l'offerta delle liste nere della Svizzera sui correntisti famosi che hanno nascosto capitali nei Cantoni. Che poi si tratti di una semplice minaccia o di qualcosa di piu' concreto lo si capirà piu' avanti. Di sicuro, secondo quanto scrive Milano Finanza, un elenco sarebbe gia' in circolazione. E comincia a far tremare i pilastri finanziari della Confederazione, che ha costruito una pluricentenaria tradizione di affidabilita' proprio sulla tenuta del segreto bancario.

Tra il Canton Ticino e Zurigo ci sarebbero un paio di funzionari (probabilmente italiani) di una banca locale, pronti a offrire, a chiunque sia disposto a pagare un prezzo adeguato, un dischetto contenente un elenco di correntisti italiani in odore di irregolarita' fiscali.

Etichette:


Continua...

sabato 1 agosto 2009

Italia . Aumenta la povertà, soprattutto tra le famiglie con quattro componenti e nel Meridione


Quasi 2,9 milioni di italiani (2.893.000) vivono in una condizione di povertà assolutaI più poveri tra i poveri sono pari al 4,9% dell'intera popolazione (era il 4,1% nel 2007) e rappresentano il 4,6% delle famiglie residenti (1.126.000). E' quanto rileva l'Istat nel rapporto sulla povertà in Italia nel 2008. Ad essere più colpito è il Mezzogiorno: dal 2007 al 2008, l'incidenza di povertà assoluta è rimasta sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma è significativamente aumentata al Sud, passando dal 5,8% al 7,9%, contro il 2,9% del Centro e il 3,2% del Nord. Inoltre la condizione di povertà assoluta peggiora tra le famiglie di quattro componenti, in particolare coppie con due figlie soprattutto se minori, ma anche tra le famiglie con a capo una persona con licenza media inferiore, con meno di 45 anni o con a capo un lavoratore autonomo. L'incidenza aumenta, inoltre, tra quelle famiglie che hanno un componente in cerca di occupazione, soprattutto quando si tratta della persona di riferimento. Per i tecnici dell'Istat, in sostanza nel 2008 "peggiora chi già stava peggio e i segmenti di famiglie che prima si collocavano sopra la media". Quanto al 2009, "bisognerà vedere come andrà, ma le caratteristiche delineate già nel 2008 sono quelle tipiche della crisi".

Etichette:


Continua...

mercoledì 26 marzo 2008

Circa 400mila famiglie faticano con il mutuo. Ma le banche sono furbe e l'allarme qui non c'è

Nino Galloni l'economista e scrittore, autore del saggio "Il grande mutuo"

D.Le banche italiane ufficialmente sembrano fuori dalla tempesta creditizia internazionale. E' davvero tutto in ordine?

R.Le banche italiane presentano conti in ordine perché molto semplicemente cartolarizzano i crediti di difficile esigibilità oppure si affidano a una società di recupero crediti. Le sofferenze, in questo modo, escono dal quadro generale di bilancio. Ma basta andare a vedere le ordinanze dei tribunali per esecuzioni forzate per rendersi conto di quale sia la situazione per quanto riguarda i mutui. Oltre il 13% ha difficoltà a pagarli. Questa percentuale corrisponde a circa 400mila famiglie. Se tutto ciò andasse nei bilanci delle banche ci sarebbe un grande allarme. E l'allarme produce panico e il panico danneggia le banche e l'economia. Il prestito diventa reale al momento della restituzione.

D.E se usciamo dal territorio dei mutui?

R.Tre milioni di famiglie italiane hanno debiti nei confronti del sistema bancario. Le sofferenze ufficiali sono interno all'1%, quindi circa 30-40mila casi. Mentre quelle che si possono stimare sono circa 400mila. Le banche lo sanno, e per arginare la situazione lanciano dei prodotti per la ristrutturazione del debito. Con la vecchia tecnica venivano congelati gli interessi, mentre con i nuovi sistemi anche se non paghi qualche rata comunque rientra nel conto.

D.Quali effetti del ciclone dei subprime sul sistema finanziario italiano?

R.Già si vedono degli effetti importanti sul mercato immobiliare che sta flettendo sensibilmente. Le banche americane è vero che hanno dato troppi prestiti, ma in America le banche rappresentano un grosso ammortizzatore sociale. Senza questi prestiti gli operai flessibilizzati non avrebbero potuto recuperare il gap sui consumi. Credo che le banche italiane non abbiano recepito tantissimo perché avevano già sperimentato la pericolosità nel caso Parmalat. La debolezza del sistema italiano non è tanto nelle banche ma nelle famiglie, nelle amministrazioni locali e nelle imprese. Banche forti e famiglie deboli, è questo il modello.

D.A conti fatti, il buco provocato dal mancato pagamento dei mutui negli Usa non è nemmeno lontanamente paragonabile al danno procurato al sistema finanziario dalla leva speculativa. Come è stato possibile?

R.Il vero nodo sono le finanziarie che praticamente hanno acquisito i prestiti in sofferenza e li hanno rivenduti riprendendo la metà del loro valore e incassando dividendi forzati. I poteri forti cercano in tutti i modi di barcamenarsi. L'ondata grande della crisi però deve ancora arrivare.

D.In pratica...

R.In pratica, non è possibile che i tassi di rendimento finanziari siano superiori al tasso di sviluppo.

D.Non credi che fermare la speculazione finanziaria sia una partita persa in partenza?

R.I derivati erano uno strumento a breve termine che veniva utilizzato per aggiustare i rendimenti quando erano non soddisfacenti. In America questa pratica è esplosa, ed è collegata direttamente alla crisi del sistema borsistico. Noi abbiamo due problemi, ovvero la produzione di moneta è stata demandata alla Bce, quindi è ovvio che il grosso della moneta è quella creditizia. Se le banche non la producono il sistema si blocca. Le aziende e le famiglie sono indebitate a garanzia dei prestiti e quindi le banche possono diventare padrone di tutto. Questo non è irrilevante, perché il concetto dell'operatore finanziario è diverso da quello dell'imprenditore.

D.Questo quadro come cambia l'economia di tutti i giorni?

R.Oggi il reddito non è più quella voce che serve a sostentare la famiglia ma a garantire la capacità di prestito della famiglia. Dopo di che se ci sarà un grande sviluppo allora recuperiamo ma se lo sviluppo continua ad essere soffocato non ci sarà soluzione. Lo sviluppo, però, è soffocato dalle regole di Maastricht. Se vogliamo fare lo sviluppo dobbiamo svincolare gli investimenti pubblici dalla tassazione. Con la tassazione paghiamo la spesa corrente mentre con i redditi le grandi infrastrutture, la scuola e il resto.

Etichette:


Continua...

martedì 18 marzo 2008

Italia. L'economia di guerra fa soldi a palate. La Finmeccanica incassa 521 milioni di euro di utili netti

Anno decisamente ricco, il 2007, per Finmeccanica. La società pubblica del settore dell'aerospazio e della difesa mette in archivio un'annata con i fiocchi: crescono i ricavi (+8%), crescono gli utili netti (521 milioni), crescono gli ordini (+14%) e il portafoglio ordinativi raggiunge un livello equivalente a tre anni di produzione. Si segnala anche un aumento dell'occupazione del gruppo a 60.478 dipendenti (quasi tremila più del 2006). Il cda, riunito ieri a Roma, ha approvato così un dividendo di 41 centesimi (erano 35 cent nel 2006, un assegno di quasi 60 milioni che finirà in tasca all'azionista pubblico Tesoro, che detiene il 33,72% del capitale): l'assemblea che formalmente approverà il dividendo è convocata per il 5 e 6 giugno. Assemblea che sarà anche chiamata al rinnovo dei vertici dell'azienda; dopo le elezioni, come concordato nei giorni scorsi tra Berlusconi e Prodi.Non si prevedono, in realtà, sorprese per Pier Francesco Guarguaglini, il presidente e amministratore delegato. Un manager nominato nel 2002 dal governo di centrodestra, ma che nel biennio del centrosinistra è andato molto d'accordo anche con i ministri dell'esecutivo Prodi, e che sembra destinato a una conferma bipartisan, comunque vadano le elezioni. In dettaglio, i ricavi aumentano a 13,4 miliardi rispetto ai 12,4 del 2006; l’Ebita adj cresce dell’11% a 1 miliardo; in particolare quello di Aeronautica, Difesa e Sicurezza cresce di oltre 200 milioni. L’utile netto è pari a 521 milioni, escludendo una serie di operazioni straordinarie che alterano il dato del 2006 e del 2007. Gli ordini crescono del 14% a 17,9 miliardi, il portafoglio ordini cresce del 10% a 39,3 miliardi. Guardando ai settori, le performance più significative sono quelle degli elicotteri (+9%), dell'aeronautica (+21%, merito delle attività legate all'Eurofighter e del buon apporto del comparto civile, ovvero gli Atr e il B787) e dello spazio (+12%, tra servizi satellitari e produzione).

Etichette:


Continua...